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Vivere la città di Potenza. Proposte, proteste e suggerimenti. La piazza virtuale dei potentini.
30 novembre 2013
Via Mazzini come l'emmenthal


 

Via Mazzini è stata riasfaltata di recente ma dopo poco tempo in più punti si è dovuti intervenire per riparare guasti alla rete idrica e per qualche giorno si è avuto un disagio, poi le buche sono state bitumate ma si sa che le riparazioni sull’asfalto sono un punto debole che prima o poi procurano un avvallamento o si riforma la buca.

Ma il problema in via Mazzini riguarda anche il nuovo marciapiedi che si sta rovinando, in qualche caso le basolette si sollevano in prossimità degli attraversamenti stradali in quanto non adatte a sopportare il peso delle auto, in un secondo momento  esse vengono del tutto asportate.

Ultimamente però sono di nuovo le perdite di acqua che richiedono l’intervento dei tecnici per i necessari lavori di riparazione. E’ successo negli ultimi mesi tre volte sul marciapiedi ubicato proprio di fronte all’ingresso della Villa del Prefetto.

Quando si interviene sulla strada poi si provvede a ripristinare la pavimentazione, quando lo scavo lo si esegue sul marciapiedi invece la ditta che opera per conto di Acquedotto Lucano si astiene dal ripristinare secondo la primitiva configurazione il marciapiedi.

Le prime due buche, ripiene di materiale arido, sono in queste condizioni da circa tre mesi, quando piove l’acqua si porta via il materiale di riempimento ed esse  diventano delle trappole, gli esercenti delle attività ubicate lì vicino ci hanno raccontato di persone che hanno subito danni alle caviglie, a metà ottobre è caduta una signora anziana, non riportando, per fortuna gravi conseguenze.

La terza buca è stata fatta per riparare l’ennesima  perdita d’acqua il 23 novembre, giornata di maltempo con scrosci d’acqua a ripetizione che hanno svuotato la buca e riversato sabbia e pietrisco sul marciapiedi e sulla carreggiata, nella mattinata di domenica 24 una pietra è diventata un proiettile quando è stata “calpestata” da un’auto in transito colpendo una vettura in sosta intaccando la carrozzeria. Per fortuna in quel momento non transitava nessun pedone. Essendo domenica nessuno è potuto intervenire per liberare la strada dai detriti.

Chi abita in via Mazzini si chiede perché il Comune non interviene per obbligare Acquedotto Lucano a riparare il marciapiedi, tre mesi sono davvero tanti e non c’è nessuna scusante che giustifichi questi ritardi. Via Mazzini è una delle strade più importanti della città, ha atteso molti anni prima che il marciapiedi venisse completamente ristrutturato ed ora si assiste al suo deterioramento senza che nessuno si preoccupi di intervenire.

Ci hanno segnalato che gli interventi manutentivi sulla conduttura dell’acqua  negli ultimi mesi sono stati numerosi, un signore che ne ha mostrati almeno sette in circa 200 metri, ciò vuol dire che la rete idrica è diventata obsoleta e c’è da aspettarsi nuovi interventi di manutenzione e riparazione, ci auguriamo che i tecnici comunali vorranno vigilare affinchè si ripristini immediatamente la pavimentazione, carreggiata o marciapiedi, e che i lavori siano eseguiti a regola d’arte.

Articolo pubblicato sul settimanale free press del 30 novembre 2013

 




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SOCIETA'
23 novembre 2013
Troppo pericoli creati dopo l'attivazione del terminal bus in viale del Basento

 

 

Articolo pubblicato sul freepress  Controsenso del 23 novembre 2013 

 

Ci siamo occupati spesso del nuovo terminal di bus in viale del Basento, l’ultima volta è stato su Controsenso del 20 luglio scorso,  ci corre l’obbligo di tornare ad occuparci, non del terminal di per se ma delle problematiche che si sono create nell’area circostante che ospita la struttura a seguito dell’entrata in funzione dello stesso.

E’ inutile nascondercelo la soluzione pensata dal Comune per la nuova localizzazione della stazione di arrivo e partenza dei bus interregionali non si è rivelata, a cinque mesi dall’entrata in funzione, particolarmente felice.  Anche se il nuovo terminal si è venuto a trovare in un posto ideale sotto certi  punti di vista  (a due passi dalla principale via di ingresso in città, a ridosso della principale stazione ferroviaria) ciò non è sufficiente a garantire la funzionalità dello scalo per i risicati spazi a disposizione e per le ricadute sul traffico lungo una strada strategica nella mobilità cittadine con ripercussioni pesanti anche su strade adiacenti.

Viale del Basento collassa negli orari in cui si concentrano gli arrivi e le partenze di più bus, gli’orari più critici sono quelli ricompresi  dalle 18.00 alle 20.00 e la mattina a cavallo delle ore 8.00, orari  in cui si creano lunghi incolonnamenti che rallentano la circolazione anche su via della Chimica e su via Grippo. Per meglio disciplinare il transito sulla corsia sinistra di viale del Basento, quella che costeggia gli stalli, la Motorizzazione aveva prescritto la posa di un indicatore di velocità, il limite in quel tratto di strada è di 20 km all'ora, il pannello luminoso è stato in funzione solo per pochi giorni durante i quali si formavano incolonnamenti anche quando non c'erano arrivi e partenze dei bus, questa circostanza avrà indotto il Comune a disattivare il pannello luminoso consentendo di aggirare il limite di velocità che quasi nessuno rispetta. L'incremento di utenti dei bus aveva reso pericoloso l'attraversamento della strada e si è sopperito con un semaforo a chiamata, quando viene attivato, ovviamente, si formano code e molto  spesso il segnale rosso viene ignorato dai soliti pirati della strada. Ciò rende molto pericoloso il transito.

A servizio del terminal è stato necessario creare un mini parcheggio a ridosso di viale del Basento e via della Chimica, altri posti macchina sono stati creati lungo il margine destro di via della Chimica, resa a senso unico per circa 200 metri. L'utilizzo del parcheggio dovrebbe essere riservato a coloro che accompagnano i viaggiatori dei bus, un estemporaneo segnale di divieto di sosta specifica che la sosta è consentita solo con l'autista a bordo, prescrizione che nessuno rispetta per cui  il parcheggio è perennemente occupato da abusivi, anche i pochi parcheggi ricavati lungo via della Chimica sono sempre occupati da coloro che utilizzano la pista pedonale per passeggiare o fare jogging, nei momenti in cui ci sono arrivi e partenze dal terminal si crea un caos indescrivibile in quanto molti automobilisti parcheggiano selvaggiamente dove capita ostacolando l’accesso dei bus e rallentando il traffico.

Il flusso veicolare che da Gallitello è diretto che verso rione Betlemme è stato deviato su via della Chimica, strada che ha difficoltà a smaltire un ingente flusso veicolare in quanto strutturalmente concepita per ospitare poche  attività produttive e che oggi s’è trasformata per la presenza di attività commerciali e direzionali che generano un intenso movimento di persone e mezzi. Nei suoi poco più di mille metri in via della Chimica troviamo due autoconcessionarie, alcuni importanti uffici pubblici, un call center, due centri commerciali, ed alcuni esercizi commerciali.

Via della Chimica non è una strada comunale in quanto trovasi all’interno dell’area di competenza del Consorzio ASI, essa è stata concepita come arteria di servizio delle attività produttive ivi insediate, è, quindi,  nata senza marciapiedi e non illuminata per tutta la sua lunghezza, la sua trasformazione urbanistica avvenuta senza alcuna pianificazione, la rende insicura e pericolosa da percorrere, soprattutto per i pedoni. A peggiorare la situazione il cantiere, abbandonato a se stesso, per la realizzazione del Parco Fluviale del Basento che restringe ulteriormente la carreggiata.

Con l’incremento del traffico a seguito della realizzazione del terminal bus il transito  lungo via della Chimica è diventato estremamente problematico.

In molti avevano segnalato la situazione di pericolo chiedendo interventi di messa in sicurezza, non c’è stato il tempo di intervenire e il fattaccio s’è verificato: a metà settembre due pedoni sono stati investi in via della Chimica, per uno dei quali la situazione è apparsa subito grave, qualche settimana di agonia in ospedale e Luciano Nardozza, questo il nome dello sfortunato pedone, a soli 32 anni è, deceduto. I suoi amici distrutti dal dolore, senza mezzi termini, addebitano la responsabilità alla civica amministrazione che ha reso pericola quella strada.

Questo tragico evento indurrà Comune e Consorzio ASI ad adottare urgenti provvedimenti per evitare altre tragedie?

 

 


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permalink | inviato da ViviPotenza il 23/11/2013 alle 9:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
9 novembre 2013
Crolla il mercato immobiliare a Potenza
 

Articolo pubblicato il 9 novembre 2013 sul settimanale free press Controsenso

Nonostante la crisi che attanaglia il settore delle costruzioni a Potenza, stranamente, ci sono diverse iniziative imprenditoriali che immetteranno a breve sul mercato immobiliare un numero considerevolissimo di abitazioni e locali commerciali e direzionali.

Andando in giro per la città si vedono all’opera cantieri un po’ dappertutto. Cerchiamo di quantizzare cosa avranno a disposizione i potentini nel giro di un paio d’anni.

Nell’area dell’ex fornace del Gallitello un consorzio di imprese sta realizzando circa 400 fra unità abitative e locali commerciali-direzionali, a Macchia Giocoli sono le cooperative che lavorano per ultimare almeno altri 400 alloggi, in via Ligure una ditta privata sta per consegnare agli acquirenti circa 40 alloggi, nei pressi del Ponte 9 luci si sta ultimando un insediamento di circa 200 abitazioni, nell’area dell’ex fornace Ierace, a lavori ultimati, saranno circa 400 le unità immobiliari, fra abitazioni e locali commerciali disponibili, a Bucaletto, in attesa dell’attuazione del “piano casa”, stanno per essere consegnati i circa 100 alloggi delle “torri gemelle”, altre 100 abitazioni le sta ultimando l’ATER, in via del Seminario Maggiore ed in via Isca del Pioppo stanno per essere completati fabbricati che dovrebbero ospitare, mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo, numerosi uffici e negozi, a macchia di leopardo in città e nelle campagne, nelle more di quanto previsto dal Regolamento Urbanistico, ci sono cantieri che ultimeranno un numero consistente di fabbricati. A memoria d’uomo non si ricorda un periodo così fecondo per l’industria del mattone.

Peccato però che una così ampia disponibilità di immobili coincide con la crisi più nera che ha investito la città di Potenza. Da qualche anno infatti l’economia cittadina è andata a rotoli, centinaia di attività commerciali e del terziario che hanno chiuso i battenti, una migrazione biblica dei giovani, si parla di 7.500 ragazzi che dopo gli studi hanno lasciato Potenza negli ultimi tre anni, le rilevazioni dell’ISTAT e il rapporto SVIMEZ 2013 non fanno che confermare un trend negativo che ormai dura da qualche anno e che non pare arrestarsi: Potenza perde continuamente abitanti, nonostante l’invasione delle badanti, lo SVIMEZ ci dice che siamo la regione con il più alto tasso di mortalità in Italia ed abbiamo il più basso indice di natalità. Ciò vuol dire che la città invecchia e che non si formano nuove famiglie per mancanza di materia prima: i giovani, per cui, nel mentre si costruiscono tante nuove case, vengono a mancare i probabili acquirenti ed ecco i motivi per cui il mercato immobiliare a Potenza è quasi del tutto ingessato. Saranno forse una trentina le Agenzie immobiliari che operano in città, noi abbiamo interpellato Gaetano Perrotta, titolare della storica agenzia Lucania Case che ci ha aggiornato sui prezzi del mercato immobiliare potentino.

Prezzi in netto calo sia per il nuovo che per l’usato, nella zona centro occorrono circa 1.500 euro al mq per l’acquisto di usato in buono stato, le abitazioni con 50 – 60 anni di età hanno una scarsa richiesta nonostante il prezzo davvero appetibile di circa 1.200 euro al mq. Nelle zone a ridosso del centro storico i prezzi variano da 1.200 a 1.500 euro al metro quadro, nelle periferie il prezzo è precipitato a circa 1.000 euro il mq, ovviamente parliamo di abitazioni non nuove.

In caduta libera i prezzi di vendita dei locali commerciali e direzionali nella città capoluogo di regione. Nel centro storico i prezzi variano da 1.500 a 1.800 euro al mq, nel semi-centro da 1.500 a 2.000, per quanto concerne i prezzi delle periferie bisogna intendersi che si intende per periferia, via del Gallitello e viale del Basento, pur essendo zone sicuramente lontane dal centro cittadino, hanno dei prezzi molto più elevati della media che va indicata fra i 1.700 e 2.500 euro al mq ma essendoci una offerta di parecchio superiore alla richiesta molti locali rimangono vuoti soprattutto se di grandi dimensioni, le richieste sono concentrate su locali di superficie limitata.

Prezzi da saldi di fine stagione per l’acquisto di capannoni industriali, bastano anche 1.000 euro al mq o al massimo 1.500. I capannoni ubicati a Potenza hanno subito la forte concorrenza della strabocchevole offerta dei nuovi insediamenti a Tito Scalo dove locali nuovi e di buona fattura si vendono a circa 1.000 euro al mq ma le richieste sono fiacche e c’è un enorme invenduto.

Molti potentini da qualche anno, per risparmiare, si sono orientati verso il mercato immobiliare di Tito e Pignola, due comuni che, al contrario del capoluogo, in base ai dati ISTAT, sono in continua crescita demografica e dove acquistare casa è particolarmente conveniente, si trovano abitazioni in buono stato con prezzi inferiori ai 1.000 euro al metro quadro, per l’usato da ristrutturare i prezzi sono davvero stracciati, anche 300 euro al mq, con circa 20.000 euro,in pratica, si acquista una casa di 70 mq, il nuovo si vende a prezzi che non superano i 2.000 euro a mq.

Anche il mercato del fitto risente della crisi ed i prezzi si sono notevolmente abbassati.

Nel centro storico di Potenza il mercato immobiliare offre appartamenti da 5 a 7 euro al mq, nel semicentro il prezzo scende a 5 euro ed in periferia si arriva a 4 ed anche meno, ovviamente il prezzo varia a seconda dell’età dell’immobile e sono ricercati gli appartamenti di piccola metratura, nonostante i prezzi sono molto inferiori a quelli di qualche anno fa il mercato langue per mancanza di richieste.

Anche i fitti di locali commerciali, artigianali e direzionali risente della crisi e della immissione sul mercato di un numero elevato di immobili, prezzi convenienti per gli imprenditori ma mercato praticamente fermo. Nel centro cittadino i prezzi per locali commerciali e direzionali si aggirano intorno ai 10 euro al mq, il prezzo scende a 7 euro nel semicentro e crolla 4 euro al mq nelle periferie, fanno eccezione le nuove zone commerciali di Gallitello, viale del Basento, via Cavour e a Poggio tre galli dove i prezzi sono notevolmente superiori ma, lamentano gli operatori delle Agenzie immobiliari, il mercato è al tracollo con oltre la metà del disponibile rimane sfitto. Situazione ancora più tragica per quanto concerne i capannoni industriali che vengono offerti anche a 3 euro il mq ma di nuove imprese che insediano un’attività neanche l’ombra.

A fare concorrenza ci hanno pensato i costruttori che hanno investito nella nuova zona commerciale – direzionale sorta ai lati della ex strada statale 94 a Tito Scalo dove sono sorti parecchi fabbricati che hanno attirato commercianti e uffici di Potenza, qui i prezzi sono particolarmente convenienti ma c’è richiesta quasi inesistente.

La domanda sorge spontanea: chi abiterà le tante case che a breve saranno disponibili sul mercato immobiliare potentino? Il geom. Gaetano Perrotta, dall’alto della sua ultradecennale esperienza nel campo dell’intermediazione immobiliare, non è per nulla ottimista, troppa offerta e scarsissima richiesta, a peggiorare le cose la tassazione che s’è abbattuta sugli immobili e la difficoltà ad accedere ad un mutuo.

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