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Vivere la città di Potenza. Proposte, proteste e suggerimenti. La piazza virtuale dei potentini.
SOCIETA'
2 settembre 2013
La torre Guevara prigioniera di un cantiere
 

Non sono molti i potentini che sanno dell’esistenza di una “torre” posizionata alle spalle di un edificio che ospita una scuola alla fine di via Pretoria. E’ la torre Guevara, così denominata in quanto la nobile famiglia aragonese dei Guevara fu uno degli ultimi proprietari del prestigioso immobile la cui data di costruzione non è precisa, si parla dell’anno mille o giù di li. Ciò che rimane dell’originario manufatto è solo una piccola parte del complesso originario, infatti la torre venne inglobata da un castello che intorno al 1600 venne utilizzato come convento dai cappuccini, nei primi anni del 1800 divenne sede dell’Ospedale S. Carlo, subito dopo la seconda guerra mondiale il castello fu abbattuto e rimase in piedi solo torre. Negli anni 60 del secolo scorso venne costruito il fabbricato che per alcuni decenni ha ospitato l’Istituto Tecnico per Ragionieri ed oggi la sede staccata dell’Istituto d’arte.

in città sono presenti alcuni segnali turistici che ne indicano la presenza, della torre si parla in alcune pubblicazioni e guide turistiche.

Se un turista, magari visitando il sito internet del Comune di Potenza, decidesse di visitare questo importate presidio archeologico, seguendo le indicazioni stradali o utilizzando il navigatore satellitare, rimarrebbe assai deluso in quanto si troverebbe di fronte ad un cantiere che circonda ciò che rimane dell’antico maniero.

Da alcuni anni la torre Guevara, nel frattempo diventata sede di un’associazione di astronomi, è immersa nell’area del cantiere che sta ultimando i lavori di ristrutturazione del fabbricato che ospitò gli uffici del Consiglio Regionale. Sulla tabella posta all’ingresso del cantiere c’è scritto che l’immobile diventerà residenza universitaria ma poi il proprietario del fabbricato, l’ATER; ha deciso di ricavarne una trentina di appartamenti che a breve verranno assegnati.

Sta di fatto che il cantiere aperto nel 2008 non è stato chiuso del tutto dopo 650 giorni lavorativi, come stabilito nel contratto di appalto, si spera che i lavori vengano consegnati a breve, lo fa desumere il fatto che le maestranze stanno recuperando le attrezzature e le impalcature. Quindi per oltre 5 anni un monumento è strato sottratto alle visite di eventuali turisti. E’ singolare che nella città che fa della “cultura” un vanto si autorizzi una impresa edile ad occupare l’area circostante un importante monumento sottraendolo di fatto al pubblico godimento.

Ci sono voci contrastanti sull’area che ospita la torre Guevara, s’era parlato di abbattere la scuola per dare risalto al monumento creando, tutt’intorno, un’area di verde attrezzato, altre voci parlano di destinare tutto lo spazio attorno alla torre come parcheggio per gli appartamenti ricavati dall’ATER nel fabbricato che ospitava il Consiglio Regionale.

Vedremo come il Comune intende agire, vorrà privilegiare l’aspetto culturale o, come spesso accade ci si piegherà al Dio automobile?

                                                                                     Dal settimanale free press Controsenso


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permalink | inviato da ViviPotenza il 2/9/2013 alle 20:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 settembre 2012
Potenza dell'arte









I fermenti artistici a Potenza sono tanti, magari non se ne parla tanto sulla stampa locale ma è certo che moltissimi artisti danno lustro alla propria città in occasione di mostre o rassegne varie.

C’è poi da dire che a Potenza il famoso detto “nemo propheta in patria” è valido più che in altre città per cui è normale che a conoscere i successi dei nostri concittadini in altre città siamo in pochi.

E’ il caso di una pittrice, Giulietta Laura Valentino, potentina d’adozione ma nata a Rovigo, le sue tele nascono dal bisogno di doversi raccontare attraverso i colori,“senza spendere parole”.

La sua formazione scolastica è stata orientata verso l’indirizzo artistico ma ama definirsi autodidatta e privilegia la tecnica ad olio, acquerello, sanguigna, china.

Numerosi sono i riconoscimenti ottenuti, i più recenti sono:

  • 45° e 46° Premio nazionale di pittura il Pomero 2011'/ Rho ritenuta meritevole di segnalazione per l'inserimento nell' "Enciclopedia d' Arte Italiana"
  • vincitrice premio Giuria Popolare ”Rassegna Premio Astarte Castello di Santa SeveraRoma
  • Selezionata per la partecipazione a Expo Internazionale di Arti Visive “Il Richiamo della foresta” per' l'Anno Internazionale della Salvaguardia delle Foreste indetto dall'ONU e dal WWF per l'anno 2011
  • Segnalazione della Critica “EXPO INTERNAZIONALE DI ARTI VISIVE ‘APOCALYPSE DAY 2012-MAYA PROPHECY” Montegrotto /Padova / Roma/ Lecce
  • Segnalata dalla giuria “ 46° e 47° premio nazionale di pittura "il Pomero 2012"
  • Il recentissimo ma prestigiosissimo primo premio concorso Roma Città Eterna svoltosi presso la galleria d’arte Studio d’Arte Sant’Agata ed organizzata da Studio d’Arte Sant’Agata di Roma e Art Academy di Potenza con il patrocinio di Romacapitale.

Non c’è che dire, un eccellente palmares che fa onore alla nostra città.


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permalink | inviato da ViviPotenza il 20/9/2012 alle 17:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
consumi
12 maggio 2012
Vivere la disabilità a Potenza
 

POTENZA E DISABILITA

Le settimane scorse il settimanale free press Controsenso si è ripetutamente occupato di problematiche afferenti il mondo della disabilità. Sono emerse tante criticità circa la vivibilità nella città di Potenza per chi è costretto a vivere su una carrozzina.

Città inospitale per i disabili, poco rispetto e disattenzioni da parte delle Istituzioni, ce lo diciamo da tempo immemorabile ma a Potenza cambia poco o nulla.

I problemi oramai sono noti a tutti, si va dall’eliminazione delle barriere architettoniche e al rispetto di regole che consentano ai disabili di vivere senza problemi la città, e qui parliamo anche di educazione civica, con riferimento ai parcheggi riservati ai disabili e alla sosta selvaggia sui marciapiedi.

E’ noto a tutti che urbanissimamente la città di Potenza è cresciuta caoticamente per anni si è pensato unicamente a soddisfare le bramosie dei costruttori senza pensare ai cittadini e a quelli più sfortunati in particolare. Poca attenzione, in qualche caso nessuna attenzione, alla vivibilità della città e soprattutto per chi non vuole o non può utilizzare l’automobile.

Muoversi camminando a piedi in molti casi è difficoltoso in molti altri è pericoloso, in parecchie circostanze i marciapiedi sono inadeguati, troppo stretti, spesso sono in pessime condizioni, non mancano poi ostacoli d’ogni genere e in tanti altri casi essi mancano del tutto, anche, in zone di recente urbanizzazione.

Il Comune incassa dai costruttori e dai cittadini che si costruiscono autonomamente l’abitazione, i cosiddetti “oneri di urbanizzazione” in ossequio alla legge Bucalossi (Legge n° 10 del 2007 - NORME PER LA EDIFICABILITA' DEI SUOLI) cifre abbastanza consistenti che dovrebbero, verbo condizionale più che mai obbligatorio, essere utilizzate per le opere di urbanizzazione primaria (costruzione di strade con predisposizione dei sottoservizi per luce, acqua, gas, telefonia, fogna, pubblica illuminazione e marciapiedi). Invece così non è, basta farsi un giro lungo le strade in cui si è costruito ultimamente e dove ancora si costruisce per verificare che gran parte delle opere di urbanizzazione mancano tutt’oggi.

Ci sono delle leggi dello stato che obbligano a comportarsi in un certo modo, nel 1989 lo Stato ha emanato una legge, la n° 13, per favorire l’eliminazione delle cosiddette” barriere architettoniche” Invece a Potenza questa legge, salvo sporadici casi, è drammaticamente inapplicata. Un Decreto Ministeriale, sempre emanato nel 1989, il n°236 del 14 giugno, fissa le “prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche."

Che si intende per “barriera architettonica”? Andiamo a scoprirlo su wikipedia: si considera barriera architettonica qualunque elemento costruttivo o ostacolo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti, o la fruizione di servizi, da parte di chiunque, ma specialmente di persone con limitata capacità motoria o sensoriale.

Come dovrebbero essere i marciapiedi?. La normativa prevede che essi debbano essere larghi almeno 150 cm e non debbano avere un dislivello con zone adiacenti superiori a 2.5 cm, che non debbano avere ostacoli lungo il percorso, la pavimentazione deve essere costruita in materiale antisdrucciolevole, e la superficie deve essere ben livellata, si deve fare inoltre attenzione a non creare restringimenti o ad inserire elementi che ne intralcino l'utilizzo nei tratti inclinati, la pendenza non deve superare il 5%, bisogna prestare attenzione, inoltre, al fatto che eventuali griglie poste lungo il percorso non facilitino l'incastro delle ruote della carrozzina, fino a un'altezza minima di 2,10 m non devono esserci ostacoli di nessun genere (ad es. tende, balconi, elementi di segnaletica, allestimenti di cantieri ecc.).

A Potenza non è così dappertutto, anzi le situazioni “regolari” sono una eccezione. Marciapiedi molto stretti, fondo sconnesso, presenza di buche, tombini scoperchiati, fili elettrici della illuminazione pubblica scoperti, pali di ogni genere (pubblica illuminazione, segnaletica stradale, segnali pubblicitari). Particolarmente clamorosa la situazione dei marciapiedi del centro cittadino per la presenza di lampioni in ghisa con una base che occupa quasi tutto il marciapiede.

C’è da dire che negli ultimi anni molti marciapiedi sono stati ristrutturati e messi “quasi” a norma, in molti casi si deve fare i conti con situazioni strutturali oggettivamente non modificabili ma per lo meno si è riusciti a rendere accessibili ai disabili il marciapiedi.

Ad una carenza infrastrutturale assai grave si deve sommare l’insensibilità di tanti cittadini e la mancanza vigilanza da parte di chi ha il dovere di far rispettare leggi e regole.

E nota a tutti l’abitudine di molti potentini di non saper fare a meno dell’auto anche per piccoli spostamenti ed altrettanto nota la cronica mancanza di parcheggi per cui in molti non si fanno scrupoli di utilizzare i marciapiedi per la sosta, incuranti del danno che arrecano ai pedoni ed, ovviamente, a chi si deve muovere su una carrozzina. E’un’abitudine dura a morire che la polizia locale mostra di tollerare per cui questa tolleranza favorisce l’espandersi del fenomeno, Un’autentica vergogna. Ci sono marciapiedi in città perennemente occupati da auto senza che le forze dell’ordine si adoperano per ristabilire la legalità.

Sulle colonne di Controsenso è stato sollevato il problema dei posteggi riservato ai disabili, è stato evidenziato il gran numero di autorizzazioni rilasciate dal Comune e l’assoluta mancanza di controlli sia per quanto concerne la titolarità dei requisiti e, soprattutto, la verifica delle auto in sosta. Abbiamo voluto fare un controllo lungo le strade cittadine in cui esistono i cartelli con gli spazi riservati ai disabili, su una ottantina di spazi verificati abbiamo contato oltre 30 violazioni laddove le auto che occupavano gli spazi riservati non avevano esposto il dovuto contrassegno.

Pare però che fra le auto munite del contrassegno si nascondano molti furbi che approfittano della presenza in famiglia di un disabile per garantirsi una sosta comoda e garantita, questi sciacalli vanno individuati e adeguatamente sanzionati.

Un discorso a parte meritano i pubblici uffici che non hanno eliminato le barriere per favorire l’accesso alle persone disabili, l’elenco è lungo a cominciare da molti uffici comunali, gran parte degli uffici postali, le banche, le sedi di Enti pubblici statali, musei, chiese………

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