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SOCIETA'
23 novembre 2013
Troppo pericoli creati dopo l'attivazione del terminal bus in viale del Basento

 

 

Articolo pubblicato sul freepress  Controsenso del 23 novembre 2013 

 

Ci siamo occupati spesso del nuovo terminal di bus in viale del Basento, l’ultima volta è stato su Controsenso del 20 luglio scorso,  ci corre l’obbligo di tornare ad occuparci, non del terminal di per se ma delle problematiche che si sono create nell’area circostante che ospita la struttura a seguito dell’entrata in funzione dello stesso.

E’ inutile nascondercelo la soluzione pensata dal Comune per la nuova localizzazione della stazione di arrivo e partenza dei bus interregionali non si è rivelata, a cinque mesi dall’entrata in funzione, particolarmente felice.  Anche se il nuovo terminal si è venuto a trovare in un posto ideale sotto certi  punti di vista  (a due passi dalla principale via di ingresso in città, a ridosso della principale stazione ferroviaria) ciò non è sufficiente a garantire la funzionalità dello scalo per i risicati spazi a disposizione e per le ricadute sul traffico lungo una strada strategica nella mobilità cittadine con ripercussioni pesanti anche su strade adiacenti.

Viale del Basento collassa negli orari in cui si concentrano gli arrivi e le partenze di più bus, gli’orari più critici sono quelli ricompresi  dalle 18.00 alle 20.00 e la mattina a cavallo delle ore 8.00, orari  in cui si creano lunghi incolonnamenti che rallentano la circolazione anche su via della Chimica e su via Grippo. Per meglio disciplinare il transito sulla corsia sinistra di viale del Basento, quella che costeggia gli stalli, la Motorizzazione aveva prescritto la posa di un indicatore di velocità, il limite in quel tratto di strada è di 20 km all'ora, il pannello luminoso è stato in funzione solo per pochi giorni durante i quali si formavano incolonnamenti anche quando non c'erano arrivi e partenze dei bus, questa circostanza avrà indotto il Comune a disattivare il pannello luminoso consentendo di aggirare il limite di velocità che quasi nessuno rispetta. L'incremento di utenti dei bus aveva reso pericoloso l'attraversamento della strada e si è sopperito con un semaforo a chiamata, quando viene attivato, ovviamente, si formano code e molto  spesso il segnale rosso viene ignorato dai soliti pirati della strada. Ciò rende molto pericoloso il transito.

A servizio del terminal è stato necessario creare un mini parcheggio a ridosso di viale del Basento e via della Chimica, altri posti macchina sono stati creati lungo il margine destro di via della Chimica, resa a senso unico per circa 200 metri. L'utilizzo del parcheggio dovrebbe essere riservato a coloro che accompagnano i viaggiatori dei bus, un estemporaneo segnale di divieto di sosta specifica che la sosta è consentita solo con l'autista a bordo, prescrizione che nessuno rispetta per cui  il parcheggio è perennemente occupato da abusivi, anche i pochi parcheggi ricavati lungo via della Chimica sono sempre occupati da coloro che utilizzano la pista pedonale per passeggiare o fare jogging, nei momenti in cui ci sono arrivi e partenze dal terminal si crea un caos indescrivibile in quanto molti automobilisti parcheggiano selvaggiamente dove capita ostacolando l’accesso dei bus e rallentando il traffico.

Il flusso veicolare che da Gallitello è diretto che verso rione Betlemme è stato deviato su via della Chimica, strada che ha difficoltà a smaltire un ingente flusso veicolare in quanto strutturalmente concepita per ospitare poche  attività produttive e che oggi s’è trasformata per la presenza di attività commerciali e direzionali che generano un intenso movimento di persone e mezzi. Nei suoi poco più di mille metri in via della Chimica troviamo due autoconcessionarie, alcuni importanti uffici pubblici, un call center, due centri commerciali, ed alcuni esercizi commerciali.

Via della Chimica non è una strada comunale in quanto trovasi all’interno dell’area di competenza del Consorzio ASI, essa è stata concepita come arteria di servizio delle attività produttive ivi insediate, è, quindi,  nata senza marciapiedi e non illuminata per tutta la sua lunghezza, la sua trasformazione urbanistica avvenuta senza alcuna pianificazione, la rende insicura e pericolosa da percorrere, soprattutto per i pedoni. A peggiorare la situazione il cantiere, abbandonato a se stesso, per la realizzazione del Parco Fluviale del Basento che restringe ulteriormente la carreggiata.

Con l’incremento del traffico a seguito della realizzazione del terminal bus il transito  lungo via della Chimica è diventato estremamente problematico.

In molti avevano segnalato la situazione di pericolo chiedendo interventi di messa in sicurezza, non c’è stato il tempo di intervenire e il fattaccio s’è verificato: a metà settembre due pedoni sono stati investi in via della Chimica, per uno dei quali la situazione è apparsa subito grave, qualche settimana di agonia in ospedale e Luciano Nardozza, questo il nome dello sfortunato pedone, a soli 32 anni è, deceduto. I suoi amici distrutti dal dolore, senza mezzi termini, addebitano la responsabilità alla civica amministrazione che ha reso pericola quella strada.

Questo tragico evento indurrà Comune e Consorzio ASI ad adottare urgenti provvedimenti per evitare altre tragedie?

 

 


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SOCIETA'
29 ottobre 2013
Nodo complesso: stavolta ci siamo. Forse.



La notizia della ripresa dei lavori per completare il famigerato “Nodo complesso” non può che far piacere. Speriamo che sia la volta buona e speriamo che i 240 giorni lavorativi per completare l’opera siano rispettati.

Il blog Vivi Potenza ha sempre informato i potentini sull’andamento dei lavori, chi vuole può rileggersi cosa abbiamo scritto in questi sette anni, ecco i link ai post sul blog precisando che li ha pubblicati il free press Controsenso.

2007 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2007/11/17/il_nodo_inestricabile_del_gall.html

2008 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2008/01/05/rione_murate_la_befana_porta_c.html

2009 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2009/07/10/quel_nodo_diventa_un_cappio.html

2010 -1 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2010/06/19/u_ruppl_il_nodo.html

2010 - 2 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2010/06/19/u_ruppl_il_nodo.html

2010 - 3 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2010/12/11/forse_si_scioglie_ma_quando.html

2011 – 1 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2011/04/26/la_galleria.html

2011 – 2 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2011/09/17/il_nodo_dei_ritardi.html

2011 – 3 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2011/12/03/qualcosa_si_muve_il_nodo_si_sc.html

2012 – 1 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2011/12/03/qualcosa_si_muve_il_nodo_si_sc.html

2012 – 2 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2011/12/03/qualcosa_si_muve_il_nodo_si_sc.html

2013 – 1 http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2011/12/03/qualcosa_si_muve_il_nodo_si_sc.html




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SOCIETA'
28 settembre 2013
A proposito della metropolitana delle FAL



Il sistema di trasporto pubblico urbano nella città di Potenza è svolto su gomma con i normali bus, su rotaia, utilizzando il tratto urbano delle Ferrovie Appulo Lucane, e attraverso i collegamenti meccanizzati costituiti da tre tratti di scale mobili (da viale Marconi a via del Popolo, da via Armellini a via Due torri, dalla piazza della stazione Centrale a via Nazario Sauro).

Nonostante questa ampia possibilità di scelta il potentino è restio ad utilizzare i mezzi pubblici, non è servito rivoluzionare il programma di esercizio del trasporto pubblico urbano, le novità introdotte relativamente al trasporto su gomma hanno scontentato la quasi totalità dell’utenza.

Nell’ambito del piano di esercizio del trasporto pubblico vogliamo verificare come si inserisce la cosiddetta “metropolitana” a cielo aperto che funziona con i trenini delle FAL.

Il tratto urbano si svolge dalla Stazione di Potenza Inferiore fino alla fermata di Macchia Romana con fermate intermedie a Potenza Centrale, S. Rocco, Potenza Città (via Garibaldi), Rione Mancusi, Potenza S. Maria. L’intero percorso viene coperto in circa 14 minuti, niente male, il bus per coprire analogo percorso ci impiegherebbe più del doppio del tempo, il costo della corsa è decisamente basso, solo 50 centesimi, sul sito internet invece è riportato il costo di 1 euro.

L’Amministrazione comunale punta decisamente sullo sviluppo e l’ammodernamento del tratto urbano delle FAL per alleggerire il traffico veicolare sulle intasate strade cittadine, Il progetto di modernizzazione della metropolitana è finanziato con 11 milioni di euro rivenienti da fondi nazionali e 7 dai fondi Pisus. L’intervento serve a mettere in sicurezza la linea abolendo i passaggi a livello che strozzano il traffico in diversi punti della città e sdoppiare i binari oggi in comune fra RFI e FAL nel tratto tra le stazioni Potenza S. Maria e Macchia Romana ed attivare 6 nuove fermate otre le 6 attuali.

Abbiamo voluto approfondire qual è il reale utilizzo della tratta urbana delle FAL da parte dell’utenza potentina, ci siamo rivolti all’Ufficio Relazioni Esterne delle FAL, che ha sede a Bari ma non ricevendo risposta ci siamo recati presso gli uffici di Potenza ma il responsabile locale non è delegato a fornire notizie alla stampa, ci siamo rivolti anche telefonicamente all’Ufficio Relazioni Esterne delle Ferrovie Appulo Lucane ma nonostante le rassicurazioni non è stato possibile soddisfare la nostra richiesta quindi dobbiamo fare delle valutazioni non supportate dai numeri ufficiali.

Per capire l’utilità del servizio bisognerebbe sapere quanti passeggeri giornalmente utilizzano la “metropolitana” potentina, a giudicare dalle vetture che ci passano davanti quando siamo in attesa dietro il passaggio a livello, davvero pochi, da una estemporanea indagine nelle tre stazioni (Inferiore, Potenza Città, S. Maria) pare che il numero di biglietti staccati in un giorno feriale non supera il centinaio, nei giorni festivi sono ancor di meno i passeggeri, da stigmatizzare la ritrosia del personale FAL della stazione di Potenza Città a fornire i dati relativi al numero di biglietti venduti quotidianamente per il servizio metropolitano.

Per svolgere il servizio urbano, oltre al contributo che viene versato dalla Regione Basilicata, il Comune di Potenza versa annualmente a FAL la cifra di 200.000 euro.

Lasciamo per un attimo da parte la metropolitana e cerchiamo di capire cosa sono le Ferrovie Appulo Lucane e se per davvero conviene tenere in piedi in Basilicata l’infrastruttura ferroviaria a scartamento ridotto.

La maggior parte dell’utenza è concentrata in terra pugliese tant’è vero che si prevede il raddoppio del tratto Toritto – Bari. Dei 185 km di binari in capo a FAL 110 sono in Basilicata e i restanti 75 in Puglia. Dei 110 km di tratta lucana sono realmente utilizzati quelli che collegano Potenza ad Avigliano, la tratta Avigliano – Gravina – Bari è pressocchè senza passeggeri, sono davvero pochi gli utenti che utilizzano il treno delle FAL per raggiungere Bari in oltre 4 ore di viaggio, con l’auto ci si impiega meno di un’ora e mezza. Altra anomalia che riguarda le FAL in Basilicata è che la maggior parte dei collegamenti vengono effettuati su gomma con i normali bus, infatti i km percorsi su rotaia sono 690.000 quelli su rotaia 2.200.000, il triplo, in virtù del fatto che con il tempo sono state dismesse diverse tratte su rotaia. Un altro aspetto da non trascurare è che in Basilicata gli utenti dei treni sono 16,6 per chilometro contro un dato nazionale di 160, siccome la maggior parte del costo del servizio viene pagato dalle Regioni è evidente che il pendolare o il viaggiatore su treno costa 10 volte di più in Basilicata rispetto alla media nazionale. Altra anomalia tutta lucana relativa allo spreco di risorse pubbliche, infatti la Regione Basilicata paga a FAL 3,7 euro per ogni km percorso sia per le corse sono fatte su ferrovia che per quelle svolte su gomma, mentre le altre ditte che operano in Basilicata per collegare i vari comuni prendono solo 1,4 euro a km, facendo i debiti conteggi la Regione regala a FAL circa 5 milioni su euro all’anno! E non finisce qui, un’altra quarantina di milioni di euro li mette a disposizione la Regione per l’ammodernamento della linea ferrata, il controllo centralizzato del traffico e per ristrutturare le stazioni più importanti.

Tornando alla “nostra” metropolitana” forse conviene fermarsi seriamente per riflettere se puntare sul potenziamento della tratta cittadina, il’rinnovamento lo si fa con fondi non comunali ma il mantenimento in esercizio lo si dovrà fare con le risorse della civica amministrazione, il rapporto costo/benefici dovrebbe scoraggiare di sperperare tutti questi soldi in virtù di una utenza davvero insignificante, in altre città molto più grandi di Potenza hanno abbandonato i progetti per la realizzazione di una metropolitana, a Salerno per esempio con un bacino di utenza di 200.000 persone ed 8 km di binari; alcuni studi effettuati altrove parlano, per una città di circa 100.000 abitanti, di almeno 20.000 passaggi al giorno per non operare in perdita, qui a Potenza le stime contenute nel progetto di ammodernamento ammesso a finanziamento prevedono 9.000 passaggi al giorno, cifra fantascientifica lontanissima da quella che si può ipotizzare nella nostra città tenendo conto che il percorso non è funzionale alle esigenze della mobilità cittadina.

Dal settimanale free press Controsenso

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